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Che cos’è il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile?

Nel quarto passo verso una mobilità sostenibile vi abbiamo suggerito di partecipare alle fasi del PUMS, il piano urbano della mobilità sostenibile. Ma di cosa si tratta?

Vi abbiamo spiegato cos’è il PUMS a grandi linee: uno strumento strategico a disposizione dei Comuni. Le politiche e le misure inserite al suo interno riguardano tutti i modi e le forme di trasporto presenti nell’intero agglomerato urbano. Di fatto, parliamo di pubblici e privati, passeggeri e merci, motorizzati e non motorizzati, di circolazione e sosta.

I PUMS sono frutto delle Linee Guida elaborate in sede europea nel 2014, sotto l’ottica di una mobilità per i cittadini, la sostenibilità, la partecipazione, la condivisione e la qualità dello spazio pubblico. Si tratta di uno strumento volontario che integra il Piano Urbano del Traffico (PUT), obbligatorio e confinato all’ambito comunale. Non solo, sostituisce il Piano Urbano della Mobilità (PUM) della legge 340/2000.

Con il decreto del 4 agosto 2017 i Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile sono diventati un obbligo per tutte le città italiane, in particolare tutte le città metropolitane ed i comuni singoli e aggregati superiori a 100.000 abitanti.

La pianificazione si riferisce ad un lasso di tempo medio-lungo (10 anni) con obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. In particolare, ogni due anni vengono svolte attività di monitoraggio ed ogni 5 anni (almeno) necessita di aggiornamenti.

Secondo un articolo del 2017 di Anna Donati (sul sito dedicato alla Campagna “Sbilanciamoci), le fasi per la redazione ed approvazione dei PUMS sono:

  1. costituzione di un gruppo interdisciplinare di lavoro,
  2. predisposizione del quadro conoscitivo,
  3. avvio del percorso partecipato,
  4. definizione degli obiettivi,
  5. costruzione partecipata dello scenario di piano,
  6. valutazione ambientale strategica (VAS),
  7. adozione del Piano e successiva approvazione,
  8. monitoraggio.

E’ importante che le amministrazioni comunali comunichino per tempo la costituzione del gruppo di lavoro ai cittadini, che hanno il diritto di partecipare a pieno titolo alla fase di definizione degli obbiettivi.

Per scoprire le tempistiche degli incontri e del lavoro di gruppo, per chiedere informazioni, potete visitare il sito del vostro comune (se si stratta di una città metropolitana o di comune singolo – o aggregato – con più di 100.000 abitanti), all’interno del quale troverete sicuramente una sezione dedicata: per la regione Emilia-Romagna potete cliccare qui.

*ANTEPRIMA* – Quali sono le vostre risposte?

Oggi vi riportiamo alcuni dei dati raccolti dalle risposte al questionario, che sarà compilabile fino alla fine del mese di novembre. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro che ci hanno dedicato qualche minuto del loro tempo, per contribuire alla raccolta di dati in materia di mobilità sostenibile nella Regione Emilia-Romagna.

Quando la compilazione del questionario sarà chiusa, avremo modo di analizzarli e di produrre un opuscolo sulla sostenibilità dei trasporti sul nostro territorio, grazie alle valutazioni degli utenti sui mezzi di trasporto pubblico locale. Grazie al vostro aiuto saremo in grado di pianificare nuovi interventi per il futuro, volti ad un miglioramento dei mezzi già presenti e della viabilità in generale.

Quali sono le vostre risposte?

I dati che vi presenteremo oggi riguardano i mezzi personali e le condizioni che influiscono sulla mobilità.

anticipazioni questionario 1

Dalla figura “mezzo personale”, la maggior parte degli utenti che ha compilato il nostro questionario possiede sia un’auto che una bicicletta, in pochi non possiedono entrambi. Per quanto riguarda la moto il dato è ribaltato: in pochi ne hanno una, in molti il contrario.

Nella sezione “altro”, tra le poche  risposte quella più ricorrente sono “i piedi”, ossia la maggior parte delle persone predilige spostamenti a piedi per il semplice fatto che non possiede alcuno dei mezzi indicati in precedenza. Il dato significativo, grazie anche alle segnalazioni che abbiamo ricevuto nei giorni scorsi, è che comincia ad insinuarsi in modo decisamente più concreto l’utilizzo del monopattino elettrico (nella sezione “altro”, è il secondo mezzo più indicato dopo il primo “i piedi”).

Se ben ricordate, una delle segnalazioni della scorsa settimana verteva proprio su questo argomento: il noleggio di monopattini elettrici in città, così come altri mezzi (bici elettriche e non, auto elettriche). Questa proposta di mobilità appare più quotata per ciò che riguarda l’impatto ambientale, sia a livello di emissioni inquinanti che di suolo pubblico. Un monopattino elettrico, in effetti, occupa meno spazio rispetto ad una bici o ad un’auto, quindi i parcheggi appositi sul suolo cittadino sarebbero meno “ingombranti”.

E’ fantascienza? Non possiamo rispondere a questa domanda, ma ciò che ci sembra più importante è la regolamentazione del transito di questo particolare mezzo: può circolare sulle piste ciclabili? E’ possibile utilizzarlo sui marciapiedi? Non risulta pericoloso in strada vista la bassa velocità? Non occorre una specifica attrezzatura di sicurezza per chi lo utilizza? 

In attesa di risposte a queste domande, passiamo al prossimo dato: quali di queste condizioni influisce sulla tua mobilità?

In attesa di incrociare i dati con la tipologia di azioni quotidiane a cui questi si riferiscono, possiamo notare come siano 3 le condizioni maggiormente influenti: la presenza di mezzi pubblici, gli orari degli stessi e la tutela dell’ambiente. Sono risposte significative queste, che ci portano a ragionare sul trasporto pubblico locale. A tal proposito, molte delle segnalazioni ricevute riguardano proprio gli orari di mezzi come autobus e treni, sopratutto nei paesi limitrofi della provincia, che reclamano la scarsità di mezzi pubblici verso le città più vicine. Le corse sporadiche, per chi non possiede mezzi propri o non intende utilizzarli per spostamenti quotidiani ciclici (come recarsi sul luogo di lavoro), rappresenta un grave problema: autobus e/o treni troppo affollati.

In effetti, se guardiamo la tabella riassuntiva sull’utilizzo dei mezzi pubblici, “a volte” è la risposta maggiormente segnalata, “di frequente” più l’autobus che il treno. Rispetto alle risposte precedenti e successive, che analizzeremo in seguito nelle prossime settimane, in concomitanza con la motivazione dello spostamento, riteniamo che molti utenti utilizzino entrambi i mezzi sottoposti all’attenzione “a volte”, piuttosto che “di frequente” o “sempre”, a causa dei disagi che portano corse sporadiche e/o ritardo dei mezzi rispetto agli orari segnalati.

Ad oggi non possiamo approfondire maggiormente l’argomento, ma continuate a compilare il questionario per aiutarci ad analizzare al meglio le vostre risposte, grazie anche alle segnalazioni che potrete mandarci!

 

 

Continuate a scriverci all’indirizzo mail mobilitasostenibile@cittadinanzattiva-er.it, o compilate l’apposito box “Contattaci” che trovate nelle pagine del sito!
Non dimenticate di compilare il Questionario! E, se lo avete già fatto, aiutateci a diffonderlo!