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Legambiente ImolaMedicina: l’inquinamento e l’inerzia delle istituzioni

Legambiente ImolaMedicina: l’inquinamento e l’inerzia delle istituzioni

Intervista ad Alfredo Sambinello

 

 

Legambiente è da sempre una voce critica nel richiamare le amministrazioni locali a un maggior impegno verso l’ambiente. Qual è la situazione attuale?

La situazione è critica e molto grave. Il problema è che ho l’impressione che ci basti parlare di piste ciclabili e alberi per darsi una parvenza di ambientalismo. Invece abbiamo bisogno di altre cose, le devo proprio dire. Intanto avrai visto che è stato firmato il Patto per il Lavoro e per il Clima ma le associazioni ambientaliste e i comitati non l’hanno firmato nonostante abbiano presentato più di 700 pagine di proposte.

Per quanto riguarda il discorso mobilità, il fatto che si usi sempre il termine “sostenibilità” fa un po’ ridere. Ad esempio alcuni giorni fa il sindaco di Medicina per lavarsi la coscienza, per non aver spalleggiato concretamente il ripristino della ferrovia Bologna-Ravenna per collegare direttamente le due città e non fare il famoso giro dell’oca Ravenna-Castel Bolognese-Bologna, insomma il sindaco propone che quel tratto ferroviario venga dedicato a una pista ciclabile per andare al mare. Queste cose rasentando l’ipocrisia; è certamente una cosa buona andare al mare in bicicletta, però c’è da capire che i problemi sono altri. Tutte le mattine abbiamo migliaia di pendolari che da Ravenna vanno a Bologna o a scuola o al lavoro e il traffico per quelle strade è infernale. 

Per non parlare della ferrovia Bologna-Lecce. Diciamo che basterebbe fare un raddoppio della ferrovia fino a Rimini per togliere un po’ di traffico dalla via Emilia o dall’autostrada.

 

 

Il potenziamento ferroviario è un mezzo per collegare le città tra loro, ma come si libera dal traffico il percorso urbano? 

Ad esempio con delle navette, visto che abbiamo tutte le le strade che portano in centro a Bologna, si potrebbero utilizzare le uscite della tangenziale per dei parcheggi dove lasciare l’auto per prendere l’autobus.

C’è stato anche sondaggio dove più dell’80% dei Bolognesi disse che voleva un centro storico per una mobilità sostenibile. Non se n’è fatto nulla e la risposta che mi è stata data è che bisogna che ci sia qualcuno che politicamente si assume la responsabilità di prendere queste decisioni.

Avevamo contestato il passante Nord, tra associazioni e comitati noi presentammo un vero e proprio progetto molto ben articolato; anziché fare il passante nord, o la variante attuale, facciamo la metropolitana che va da Muffa fino a Ozzano e abbiamo risolto buona parte del problema. Diversi tecnici del comune lo avevano appoggiato ma siccome non portava certi vantaggi, non venne fatto. Perché il problema è sempre quello, quando si progetta una modifica sulla mobilità, si pensa agli insediamenti produttivi.

Se si vogliono fare veramente delle scelte che vadano a tutelare l’ambiente e ad affrontare il problema climatico, il discorso è questo.  Invece si continua a insistere su quello che vuole TPER, autobus e corriere che, quanti anni passeranno prima di avere solo mezzi elettrici?

 

 

Quindi la mobilità andrebbe ripensata per essere più collettiva?

La mobilità deve essere per forza di tipo collettivo. Non possiamo pensare di andare sempre con l’auto a lavorare e in giro per le città. Bisogna imparare a fare diversamente, da altre parti, soprattutto nelle città, non si fa. Mi piace molto ripensare a quando sono stato ad Amsterdam e nel centro le macchine erano costrette a stare in fila indiana in una stradina stretta, invece le biciclette andavano.

 

 

Perché si fa così fatica a mettere al centro dell’agenda politica una questione l’inquinamento, che è di fondamentale importanza per la qualità della vita? L’Italia è forse il peggior paese in Europa per inquinamento, si parla di 60mila morti all’anno legati a questi problemi, però non se ne parla.

Però il problema è che se fai delle scelte, magari anche drastiche, politicamente rischi di pagarle e in più devi affrontare la burocrazia di corsi e ricorsi. Ad esempio la questione del tram, ognuno guarda il suo orticello, il suo interesse, questo è il problema. I ltram è una buona idea, i negozianti protestano perché hanno paura di avere ripercussioni negative nel periodo dei lavori. 

 

 

Quindi promuove il progetto del tram

Guardi, il progetto è valido, però per risolvere il problema del traffico bisogna ripensare al trasporto da e per le città. Se non riduci l’afflusso di macchine, non puoi fare molto.

Non esistono collegamenti diretti dalla città alla zona produttiva e le città emiliane superano continuamente i limiti di sostanze nocive nell’aria.

 

 

 Al di là della legge, questi limiti assicurano la sicurezza e la salute dei cittadini? L’aria che respiriamo non è comunque troppo inquinata, anche dentro ai limiti?

Assolutamente, c’è troppo inquinamento, e poi fanno delle scelte che non hanno senso. A cosa serve, se abbiamo superato i limiti, bloccare la circolazione per un giorno?

Per farti un esempio pratico, chi paga più di ogni altro sono i bambini; davanti alle scuole ogni mattina c’è la fila di auto dei genitori che portano i bambini. Noi abbiamo provato a fare delle iniziative su questo, abbiamo proposto di chiudere queste strade almeno negli orari di accesso alle scuole e in alcuni casi è stato sperimentato. Ci era stato chiesto proprio dagli insegnanti, preoccupati perché non si respirava.

All’interno dell’iniziativa, abbiamo fatto dei rilievi con l’Università di Bologna e i livelli di polveri sottili, che dovrebbero essere sotto i 50, erano oltre 470. 4 bambini su 10 avranno problemi alle vie respiratorie, e molti rischieranno di sviluppare tumori.

 

 

 

Spesa relativa all’intervento ‘La formazione e la tutela dei cittadini consumatori-utenti’ del programma generale della Regione Emilia Romagna finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi del D.M. 12 febbraio 2019″
Andrea Boschiero

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